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		<title>Carolina Bucci</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 11:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Scotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La passione di Carolina Bucci per l’alta gioielleria è scritta nel DNA della sua famiglia e, seguendo le orme non solo del padre ma anche del nonno e del bisnonno, ha scelto di esprimere la sua creatività disegnando gioielli contemporanei e raffinati. Ispirandosi ai movimenti e alle lavorazioni degli antichi telai fiorentini rinascimentali, Carolina ha intrecciato [...]]]></description>
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<p style="text-align: left;">La passione di Carolina Bucci per l’alta gioielleria è scritta nel DNA della sua famiglia e, seguendo le orme non solo del padre ma anche del nonno e del bisnonno, ha scelto di esprimere la sua creatività disegnando gioielli contemporanei e raffinati. Ispirandosi ai movimenti e alle lavorazioni degli antichi telai fiorentini rinascimentali, Carolina ha intrecciato fili d’oro e seta realizzando così, con questo speciale procedimento, la sua collezione <i>signature.</i></p>
<p style="text-align: left;">Anche se è cresciuta in Italia e ha studiato al Fashion Institute of Technology di New York, Carolina ora vive a Londra, città da cui trae gran parte della sua ispirazione creativa . «Amo Londra per l’incontro di stili diversi. E’ una grande città come New York», aggiunge, «ma più dinamica in termini di influenze, con una grande storia e molto più a suo agio con sé stessa».</p>
<p style="text-align: left;">Questo lato indipendente e aperto è lo stesso spirito che Carolina rivede nelle sue Tod’s No_Code preferite, che indossa insieme ad una camicetta colorata e alcuni pezzi della sua ultima collezione. «Nel design di Tod’s No_Code rivedo un’irriverenza sicura di sé e quell’artigianalità che parla di tradizione senza bisogno di mostrarla». La stessa filosofia che Carolina applica alla sua linea di gioielli e che vede come una reinvenzione contemporanea della tradizione creativa di famiglia. Un pensiero che si accorda perfettamente con Tod’s No_Code, dove i classici vengono reinterpretati per le nuove generazioni.</p>
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		<title>James Jagger</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 01:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Scotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sogno di James Jagger è sempre stato quello di diventare un astronauta ma a dodici anni ha cambiato idea e si è appassionato alla scienza. Ha poi cominciato a prendere lezioni di recitazione e, dopo essersi guadagnato delle ottime recensioni con il suo debutto teatrale e alcune parti cinematografiche, sembrava destinato ad una brillante [...]]]></description>
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<p style="text-align: left;">Il sogno di James Jagger è sempre stato quello di diventare un astronauta ma a dodici anni ha cambiato idea e si è appassionato alla scienza. Ha poi cominciato a prendere lezioni di recitazione e, dopo essersi guadagnato delle ottime recensioni con il suo debutto teatrale e alcune parti cinematografiche, sembrava destinato ad una brillante carriera divisa tra il palcoscenico e il grande schermo. Ma, inevitabilmente, con un DNA familiare così profondamente legato alla musica, il destino l’ha portato a diventare un musicista e oggi è il leader della band punk inglese Turbogeist, dove è cantante e chitarrista.</p>
<p style="text-align: left;">«Ho sempre considerato la musica solo un hobby», spiega James. «Non ho mai pensato realmente che potesse diventare qualcosa di più fino a quando molte persone hanno cominciato a chiedermi dove potessero comprare le magliette del mio gruppo. Siamo partiti come un gruppo di amici che si divertivano a suonare insieme e, improvvisamente, siamo diventati una band»</p>
<p style="text-align: left;">James vive a Londra e pensa che sia «uno di quei posti in cui si è circondati da energia creativa». La città, secondo James, è uno dei principali punti di riferimento per tutto ciò che è moda, arte e musica. «Londra,” dice “è sempre stata una città d’avanguardia, sin dagli anni ’80, capace di dettare le tendenze del momento».</p>
<p style="text-align: left;">Anche i Turbogeist sono un gruppo d’avanguardia. La band possiede una sua propria etichetta discografica con la quale lancia un album all’anno. In questo modo, spiega James, «diamo visibilità alle band che ci piacciono veramente». Per quanto riguarda invece l’aspetto compositivo e creativo delle sue canzoni, James dice di non cercare di raccontare storie attraverso la sua musica, ma di descrivere fotografie.</p>
<p style="text-align: left;">L’interesse di James per l’immagine si declina anche nel suo stile, dove preferisce combinare classico e moderno, “smart” e casual. Per questo ama i suoi stivaletti Tod’s No_Code: «E’ il mio modello preferito. Posso indossarli con tutto, sia con un paio di jeans che con un abito. Li metto per andare al pub con gli amici». Adatte al dinamico stile di vita londinese, le Tod’s No_Code sono perfette per chi vive in una città che James descrive come «una meravigliosa mescolanza di culture».</p>
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		<title>Layo Paskin</title>
		<link>http://www.todsnocode.com/layo-paskin/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 08:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Scotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la fama di essere uno dei migliori DJ al mondo &#8211; reputazione forgiata in gran parte anche dal celebre locale “The End” da lui aperto nel seminterrato di uno stabile di Londra &#8211; Layo Paskin ha raggiunto oggi un successo tale che mai avrebbe sperato e immaginato quando, appena quindicenne, organizzava feste e serate [...]]]></description>
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<p style="text-align: left;">Con la fama di essere uno dei migliori DJ al mondo &#8211; reputazione forgiata in gran parte anche dal celebre locale “The End” da lui aperto nel seminterrato di uno stabile di Londra &#8211; Layo Paskin ha raggiunto oggi un successo tale che mai avrebbe sperato e immaginato quando, appena quindicenne, organizzava feste e serate per gli universitari nei locali della città. Anni di lavoro sottopagato nel mondo della musica, e di organizzazione di feste in locali itineranti, hanno alla fine portato al successo.</p>
<p style="text-align: left;">“Sono da sempre immerso nella musica, i miei genitori erano tipici rappresentati degli anni Sessanta e Settanta e c&#8217;era sempre musica in casa”, dice Layo, che è cresciuto in un quartiere nel nord di Londra con la madre scrittrice e il padre architetto. “Mio padre ha anche avuto per un po’ una società che progettava giradischi, era una specie di architetto di giradischi.”</p>
<p style="text-align: left;">Da vero londinese, Layo è fiero di essere nato e di appartenere ad una città con una personalità così contraddistinta e originale. “Le persone sono attratte qui dalla storia di questa città, ma anche dal suo continuo essere in evoluzione, dalla sua capacità di abbracciare il passato e contemporaneamente affrontare con decisione il futuro”, afferma Layo con entusiasmo.</p>
<p style="text-align: left;">Londra, dice, “è uno dei punti di riferimento al mondo per molte cose e una di queste è senza dubbio la musica. A Londra, la musica influisce notevolmente sul modo di essere dei giovani.”, continua, “Ho avuto la fortuna di vedere nascere e maturare diversi generi musicali da ragazzo. Quando avevo 12 anni è stato il momento dell’electro e dell’hip-hop, mentre a 17 c’è stata l&#8217;esplosione dell’acid house. In quegli anni, spendevo tutti i miei risparmi comprando dischi. Diventare DJ è stato quindi un passo naturale per me.” A chiedere a Layo in che ruolo si senta oggi più a proprio agio: DJ, imprenditore o produttore musicale, risponde: “Tutti e tre senza distinzione. Credo che quello che conti veramente sia essere creativo, fare le cose bene ma, soprattutto, in modo originale.”</p>
<p style="text-align: left;">Questo è l&#8217;approccio che Layo riconosce in Tod’s No_Code: “rappresenta per me uno stile classico reinterpretato in chiave attuale e moderna, da indossare sia in occasioni formali che casual, a Londra ma non solo.” Quando si tratta del suo guardaroba una delle ragioni per cui a Layo piace avere Tod’s No_Code nel suo armadio è per il loro stile ricercato ma non pretenzioso. “Quando compro scarpe ho un metodo infallibile per sapere se stia comprando il prodotto giusto” racconta Layo, “Mi giro verso mia moglie e se non mi guarda come se fossi diventato matto vuol dire che sono sulla strada giusta! Con questo in mente, prediligo di solito uno stile senza tempo ma moderno, come Tod’s No_Code.”</p>
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		<title>Polly Morgan</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 10:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Scotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[«Quando sono entrata nel mio nuovo appartamento volevo arredarlo con animali impagliati, ma erano troppo cari. Così ho deciso di trovare un insegnante e imparare. Dopo la prima lezione ero affascinata dall’idea di poter realizzare sculture con gli animali», così Polly Morgan ricorda come ha deciso di diventare un’artista. Polly ha studiato con il maestro [...]]]></description>
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<p style="text-align: left;">«Quando sono entrata nel mio nuovo appartamento volevo arredarlo con  animali impagliati, ma erano troppo cari. Così ho deciso di trovare un insegnante e imparare. Dopo la prima lezione ero affascinata dall’idea di poter realizzare sculture con gli animali», così Polly Morgan ricorda come ha deciso di diventare un’artista.</p>
<p style="text-align: left;">Polly ha studiato con il maestro tassidermista George Jamieson, di Crammond, Edimburgo, e si è sentita talmente affascinata dal processo, che ha iniziato subito a realizzare le sue prime opere. «Spero sempre che le persone riescano a guardare attraverso le opere che realizzo e a vederle come un trionfo della vita». </p>
<p style="text-align: left;">A chi le chiede qual è il miglior consiglio creativo che abbia mai ricevuto, risponde: «Non ricordo chi ha detto che ‘togliere, piuttosto che aggiungere, è quello che serve per completare qualcosa’, ma è vero». </p>
<p style="text-align: left;">Questo potrebbe essere anche il motto di Tod’s No_Code, dove il design è semplice ed elegante. Il modello preferito di Polly è  la francesina in argento, che le piace indossare con un paio di jeans, una t-shirt e una giacca di pelle. Oppure i mocassini in bronzo.  «Tod’s No_Code mescola in maniera perfetta tradizione e modernità», spiega, aggiungendo che questa combinazione tra passato e futuro è anche il modo in cui ama vestire: abiti sartoriali mescolati con dettagli contemporanei. Tod’s No_Code, spiega Polly, «è come vedere il passato che conversa con il presente e questa è anche una definizione che amo per la mia arte».</p>
<p style="text-align: left;">Quando non lavora, Polly ama rilassarsi stando all’aria aperta. «Trovo ispirazione quando cammino e corro con i miei cani nel parco vicino a casa mia, è uno di quei rari momenti in cui la mia mente è sgombra e sono completamente rilassata».<br />
L’amore per la natura è uno dei tratti distintivi di Polly, che riesce a vederla dovunque, anche nell’East End di Londra, dove si è trasferita dall’Oxfordshire per studiare Letteratura Inglese alla London University. Mentre studiava, ha lavorato a Shoreditch, all’Electricity Showrooms, un locale molto popolare tra gli artisti, ed è lì che il suo viaggio per diventare lei stessa un’artista è cominciato. </p>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 08:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Scotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Tom Oxley vive a Londra ed è uno dei fotografi più apprezzati dal mondo della musica. I suoi scatti, infatti, ritraggono artisti come Adele e Rihanna, Liam Gallagher, Professor Green ed Amy Winehouse. A giugno, il lavoro di Tom sarà esposto alla londinese Royal Albert Hall, che organizza la sua seconda personale “Face to Face”. [...]]]></description>
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<p style="text-align: left;">Tom Oxley vive a Londra ed è uno dei fotografi più apprezzati dal mondo della musica. I suoi scatti, infatti, ritraggono artisti come Adele e Rihanna, Liam Gallagher, Professor Green ed Amy Winehouse.</p>
<p style="text-align: left;">A giugno, il lavoro di Tom sarà esposto alla londinese Royal Albert Hall, che organizza la sua seconda personale “Face to Face”. Lo scorso anno, “Face to Face”, fu in mostra a Shoreditch, un quartiere dell’East London, e fu la prima importante personale di Tom. In questa mostra si dissolve il confine tra fotografia e video grazie alla realizzazione di una serie di “film fotografici”, dei corti di tre o cinque minuti proiettati sui muri della galleria.</p>
<p style="text-align: left;">«Ho voluto mostrare di più che dei semplici ritratti», spiega Tom. «Ho voluto far vedere come questi artisti siano persone vere e come si muovono quando non sono in scena. Questo dà l’opportunità ai visitatori della mia mostra di guardare da vicino musicisti che probabilmente non avranno mai l’opportunità di incontrare di persona».</p>
<p style="text-align: left;">Tom è sempre stato un appassionato di fotografia ma anche di musica, di cui dice: «semplicemente non riesco a lavorare senza avere della musica di sottofondo” per questo ha sempre unito la fotografia alla musica sin da quando era piccolo. “Ho cominciato a giocare da bambino con una vecchia macchina fotografica di mio padre e da quel momento musica e fotografia sono sempre state unite – portavo sempre la macchina fotografica ai concerti e ai club nei quali mi recavo».</p>
<p style="text-align: left;">Tom è nato nella zona di Stoke, ma si è poi trasferito nella capitale che ha influenzato il suo lavoro in modo decisivo. «Londra è una delle più grandi città sulla terra» dice Tom, e di Londra gli piace il fatto che, «nonostante sia sempre in evoluzione, c’è sempre un senso di familiarità».</p>
<p style="text-align: left;">Forse è proprio questa combinazione tra evoluzione e tradizione che Tom apprezza maggiormente in Tod’s No_Code. Le sue scarpe preferite sono gli stivaletti marroni e i Chelsea boot neri. «Li indosso con i jeans, stanno bene con il nero e con il denim», spiega. «Ciò che più mi piace di Tod’s No_Code è come unisce lo stile al comfort».</p>
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